Torre di babele Gennaio 11, 2008
Posted by massic in vita.Tags: curriculum vitae, lavoro, lingue straniere, padroni, schiavitù
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Oggi mi è capitato di rileggere il mio “curriculum vitae”, quel pezzo di carta che ti permettere di essere acquistato da qualcun’altro, se gli garba. Una volta contava l’avere i denti sani, e ti controllavano la bocca, per essere assoldato, e ridotto in quella schiavitù che si chiama lavoro. Adesso ti guardano quel pezzo di carta, qualcosa è cambiato, ma la tristezza di essere costretti, per vivere, a vendere il proprio tempo, ovvero la propria vita, ad un padrone, quello no, non è cambiato, e continua a ripugnarmi. Comunque, divagazione a parte, all’ultimo capitoletto di quel pezzo di carta c’è la voce lingue straniere. La riflessione che mi è capitato di fare è questa. Che importanza ha che io ci scriva una o trentacinque lingue parlate e scritte correntemente, chi potrebbe mai controllarlo? E soprattutto contano davvero le lingue che si parlano, o conta forse di più, il fatto di capirsi, che nemmeno si riesce di capirsi con gente che parla la stessa nostra lingua.
Germania Gennaio 10, 2008
Posted by massic in luoghi.Tags: berlino, germania, junk food, mercanti di liquore, prostituzione, sex, viaggi
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“Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.
Se impari la strada a memoria di certo non trovi granchè
se invece smarrisci la rotta
il mondo è lì tutto per te
Paese significa storia e storia significa lingua
impara la tua direzione
da gente che non ti somiglia
Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.”
(Mercanti di liquore)
Di che cosa parlare oggi, anzi, di che cosa scrivere? E si che il periodo è di quelli buoni per dire qualche cosa. E’ appena iniziato l’anno, sarebbe tempo di bilanci e di buoni propositi, come anche tempo di auguri. Potrei parlare di questo paese, così vicino a noi, e così diverso, che si chiama Germania. Un paese dove tutto, incredibilmente, funziona. Dai trasporti pubblici, all’immondizia, dall’assistenza sanitaria allo stato sociale per i più bisognosi, dai congrui sussidi per i figli, alla sicurezza di poter girare tranquillo per le città. Dove le prostitute non annegano le strade, ma le puoi andare a cercare in locali apposta. Ma dove si mangia incredibilmente male, dove i locali non sono pubblici, vige il diritto privato ed i gestori hanno il diritto di chiederti il passaporto all’ingresso, ed in base alla tua nazionalità (!?) decidere o meno il tuo accesso. Dove se sei alto e biondo va tutto bene, ma già se sei italiano ed abbronzato, è meglio che dopo una certa ora per le strade non ti fai vedere, dove per l’estremismo del riciclaggio, ed avere almeno un contenitore diverso per ogni tipo di materiale, hai la casa sommersa di rifiuti di vario tipo. Un paese dove fa sempre freddo, anche ad agosto, dove d’estate le zecche meningococciche cascano dagli alberi, come fiori. Ecco, forse era proprio di questo paese di cui volevo dire qualche cosa oggi