Torre di babele Gennaio 11, 2008
Posted by massic in vita.Tags: curriculum vitae, lavoro, lingue straniere, padroni, schiavitù
trackback
Oggi mi è capitato di rileggere il mio “curriculum vitae”, quel pezzo di carta che ti permettere di essere acquistato da qualcun’altro, se gli garba. Una volta contava l’avere i denti sani, e ti controllavano la bocca, per essere assoldato, e ridotto in quella schiavitù che si chiama lavoro. Adesso ti guardano quel pezzo di carta, qualcosa è cambiato, ma la tristezza di essere costretti, per vivere, a vendere il proprio tempo, ovvero la propria vita, ad un padrone, quello no, non è cambiato, e continua a ripugnarmi. Comunque, divagazione a parte, all’ultimo capitoletto di quel pezzo di carta c’è la voce lingue straniere. La riflessione che mi è capitato di fare è questa. Che importanza ha che io ci scriva una o trentacinque lingue parlate e scritte correntemente, chi potrebbe mai controllarlo? E soprattutto contano davvero le lingue che si parlano, o conta forse di più, il fatto di capirsi, che nemmeno si riesce di capirsi con gente che parla la stessa nostra lingua.
[...] Massic)La babele dei blog italiani, BlogBabel, sembra essere crollata su sé stessa dopo l’ultima [...]